admin

Il progetto Europe Abortion Access BAR2LEGAB finanziato dall’ERC (European research Council) ospiterà la sua Conferenza finale di due giorni ” Donne in viaggio alla ricerca di assistenza sanitaria all’interruzione di gravidanza in Europa: l’impatto delle barriere all’interruzione di gravidanza legale su donne residenti in paesi dotati di una legislazione relativamente liberale in materia” il 22 e 23 giugno 2022 all’Università di Barcellona (UB).

I risultati della ricerca saranno condivisi e discussi con operatori e operatrici sanitari che lavorano nei servizi di interruzioni di gravidanza, difensori/e dei diritti riproduttivi, politici e politiche di diversi paesi europei e con rappresentanti di organizzazioni internazionali come l’OMS, IPPF, CRR e Women Help Women.

La Conferenza sarà ibrida – in persona e a distanza (un link zoom sarà fornito a tutte le persone registrate).  

La traduzione simultanea sarà fornita in inglese-catalano-spagnolo-francese-italiano via zoom (è necessario avere uno smart-phone o computer portatile con cuffie per la traduzione).

Leggi il programma qui: link al PDF.

Registrati qui: link.

The French abortion law has recently been modified to strenghten abortion rights, by removing barriers to accessing abortion care, such as gestational age limits, which lead pregnant people to travel cross-borders to seek abortion care, as our study shows.

The new law extends gestational age limits for abortion on request (voluntary termination of pregnancy – IVG), from 12 to 14 weeks (since conception); allows midwives to provide surgical abortion in hospitals; creates a directory of abortion providers.

See:

https://www.vie-publique.fr/loi/276586-loi-visant-renforcer-le-droit-lavortement-delai-porte-14-semaines

https://www.legifrance.gouv.fr/jorf/id/JORFTEXT000045287560

EPF-IPPF EN have launched a joint “European Abortion Policies Atlas”, which scores 52 European countries and territories on legal frameworks to access safe abortion care. The Atlas clearly shows that Europe is not as progressive as it might seem, as our study on barriers to legal abortion and abortion travel in Europe confirms.

This first in-depth analysis of abortion policies across Europe finds that legislation on abortion care throughout the region is a diverse legislative and administrative patchwork – the consequence being that women’s experience of abortion care largely depends upon their postcode.

Yesterday the World Health Organization (WHO) released new, comprehensive guidelines on abortion care that bring together recommendations on clinical practice, health service delivery, and legal and policy interventions to support quality abortion care. The new abortion guidelines reflect the state of the evidence and recommend self-managed abortion as one of a range of safe, effective options. They also recognize non-clinical community providers as recommended providers of medication abortion care.

Finally, they recommend against laws and other regulations that prohibit abortion based on gestational age limits, which lead thousands of pregnant people to seek abortion cross-border in Europe, threatening their reproductive rights and deepening existing social and gender inequalities, as our study shows.

The reviewed evidence demonstrated that gestational age limits delayed access to abortion, especially among women seeking abortions at later gestational ages, women close to the gestational age limit and those living in areas with limited access to clinics. Gestational age limits have been found to be associated with increased rates of maternal mortality and poor health outcomes.

The studies also showed that where women requested an abortion and were denied care due to gestational age this could result in the unwanted continuation of pregnancy, especially among women with cognitive impairments or those who presented at 20 weeks’ gestation or later.

This outcome can be viewed as incompatible with the requirement in international human rights law to make abortion available when carrying a pregnancy to term would cause the woman substantial pain or suffering, regardless of pregnancy viability (see chapter 2.2.3 in the guidelines for more details).

Da quando la Corte Costituzionale polacca ha deciso che la previsione dell’aborto in caso di malformazione fetale è incostituzionale, migliaia di donne polacche incinte sono state costrette a cercare l’appoggio di organizzazioni nazionali e internazionali per ottenere cure abortive via telemedicina o in cliniche all’estero. Negli ultimi 12 mesi i gruppi di Abortion Without Borders hanno aiutato 34.000 persone della Polonia ad accedere all’aborto, e 1080 di loro hanno ottenuto un aborto in una clinica straniera nel secondo trimestre:  

https://www.asn.org.uk/abortion-without-borders-helps-more-than-34000-people-in-poland-access-abortions/ 

Come mostra il nostro studio, le donne e le persone incinte viaggiano attraverso il paese per cercare cure abortive anche da paesi dove l’aborto è legale per ampi motivi nel primo trimestre. Viaggiare all’estero implica serie sfide e oneri per loro, approfondendo le disuguaglianze sociali e di genere esistenti, e il sostegno delle organizzazioni nazionali e internazionali che sostengono i diritti all’aborto è cruciale. 

Vedi le nostre pubblicazioni nella sezione “Studi e risultati – I nostri risultati“.

Da quando la Corte Costituzionale polacca ha deciso che la previsione dell’aborto in caso di malformazione fetale è incostituzionale, migliaia di donne polacche incinte sono state costrette a cercare l’appoggio di organizzazioni nazionali e internazionali per ottenere cure abortive via telemedicina o in cliniche all’estero. Negli ultimi 12 mesi i gruppi di Abortion Without Borders hanno aiutato 34.000 persone della Polonia ad accedere all’aborto, e 1080 di loro hanno ottenuto un aborto in una clinica straniera nel secondo trimestre:

https://www.asn.org.uk/abortion-without-borders-helps-more-than-34000-people-in-poland-access-abortions/

Come mostra il nostro studio, le donne e le persone incinte viaggiano attraverso il paese per cercare cure abortive anche da paesi dove l’aborto è legale per ampi motivi nel primo trimestre. Viaggiare all’estero implica serie sfide e oneri per loro, approfondendo le disuguaglianze sociali e di genere esistenti, e il sostegno delle organizzazioni nazionali e internazionali che sostengono i diritti all’aborto è cruciale.

Vedi le nostre pubblicazioni nella sezione “Studi e risultati – I nostri risultati“.

 

https://www.europarl.europa.eu/news/en/press-room/20210621IPR06637/eu-countries-should-ensure-universal-access-to-sexual-and-reproductive-health 

Con 378 voti a favore, 255 contrari e 42 astensioni, la plenaria afferma che il diritto alla salute, in particolare il diritto alla salute sessuale e riproduttiva (SRHR), è un pilastro fondamentale dei diritti delle donne e dell’uguaglianza di genere che non possono in alcun modo essere indeboliti o cancellati. Chiede quindi ai paesi dell’UE di garantire alle donne l’accesso a servizi di SRHR di alta qualità, completi e accessibili, e di rimuovere tutte le barriere che impediscono loro di utilizzare questi servizi. 

Accesso all’aborto, alla contraccezione e all’educazione alla sessualità  

I deputati sottolineano che alcuni Stati membri hanno ancora leggi molto restrittive che proibiscono l’aborto tranne che in circostanze strettamente definite, costringendo le donne a cercare di realizzare aborti clandestini o a portare a termine la gravidanza contro la loro volontà, il che è una violazione dei loro diritti umani. Esortano tutti gli stati membri ad assicurare l’accesso universale all’aborto sicuro e legale, e a garantire che l’aborto su richiesta sia legale nelle prime fasi della gravidanza, e oltre se la salute della persona incinta è in pericolo. 

I deputati deplorano che alcuni Stati membri permettano ai medici, e persino a intere istituzioni mediche, di rifiutare la fornitura di servizi sanitari a causa della cosiddetta clausola di coscienza. Questo porta alla negazione dell’assistenza all’aborto per motivi di religione o di coscienza e mette in pericolo la vita delle donne.  

Inoltre, i deputati deplorano che l’accesso all’aborto continui ad essere limitato durante la crisi del COVID-19, così come gli effetti che la pandemia ha avuto sulla fornitura e l’accesso ai contraccettivi. 

L’Istituto di Scienze Politiche e Sociali dell’Università Autonoma di Barcellona ha organizzato un workshop di tre giorni a giugno (7-9) per discutere se l’aborto è un diritto e che tipo di diritto, e se le donne che vivono in Catalunya, Spagna, e, più in generale, nei paesi europei dove l’aborto è legale hanno accesso alle cure abortive o no, e che tipo di barriere affrontano. Abbiamo contribuito al workshop presentando i risultati del nostro studio sui viaggi transfrontalieri per l’assistenza all’aborto in Europa. Abbiamo discusso in particolare l’impatto del rifiuto di coscienza delle cure e dei limiti dell’età gestazionale sulle donne e le persone incinte che cercano cure per l’aborto in diversi paesi europei dove l’aborto è legale. Qui potete accedere al video del workshop: 

Primo giorno: 

https://www.youtube.com/watch?v=zOG6GBjKt3Y&list=PLyIUBiNOQvcqXUAjwnVVYbPM2whL_aEA5&index=3[Salt d’ajustament del text][Salt d’ajustament del text]Secondo giorno: https://www.youtube.com/watch?v=jMEknomnXcU&list=PLyIUBiNOQvcqXUAjwnVVYbPM2whL_aEA5&index=1[Salt d’ajustament del text][Salt d’ajustament del text]Terzo giorno (troverete il video della nostra presentazione qui): 

https://www.youtube.com/watch?v=ZK1HoDCkmA4&list=PLyIUBiNOQvcqXUAjwnVVYbPM2whL_aEA5&index=2

L’Associazione Nazionale dei Fornitori di Contraccezione e Aborto (ANCIC) ha organizzato una conferenza on-line il 5 giugno per discutere l’impatto dell’attuale crisi sanitaria sulla sessualità e l’accesso alle cure abortive in Francia, concentrandosi in particolare sulla necessità di accedere alle cure abortive oltre i limiti di età gestazionale stabiliti dalla legge francese sull’aborto. Abbiamo contribuito al dibattito, presentando i risultati del nostro studio, che mostrano che nonostante la liberalizzazione della legge dal 2001 e il miglioramento dell’accesso all’aborto medico nel primo trimestre, le barriere all’accesso alle cure abortive esistono ancora in Francia e hanno un impatto negativo sulle donne e le persone incinte che hanno bisogno di un aborto anche in tempi non pandemici. In particolare, la mancanza di fornitori e le lunghe liste d’attesa costringono le donne e le persone incinte che vivono nelle piccole città e nelle zone rurali a viaggiare nelle grandi città, e i limiti dell’età gestazionale costringono coloro che hanno bisogno di un aborto nel secondo trimestre a viaggiare all’estero per le cure abortive. 

Link al programma: http://www.avortementancic.net/spip.php?article1209 

 

Nel giugno 2021, il Dipartimento della Salute e dell’Assistenza Sociale del Regno Unito ha richiesto evidenze per informare la strategia del governo britannico a proposito della salute delle donne in Inghilterra “per far sentire la voce delle donne e metterle al centro delle cure ad esse rivolte”. La consultazione era composta da due parti: un sondaggio aperto a tutte le donne di età superiore ai 16 anni, e un invito a ricercatrici e ricercatori e alle organizzazioni del terzo settore a produrre evidenze scritte sulla salute delle donne.

Sulla base del nostro progetto di ricerca sulle barriere all’aborto e sui viaggi per abortire, abbiamo prodotto un documento in cui elenchiamo le implicazioni per le politiche sanitarie dei risultati della nostra ricerca ed esplicitiamo le raccomandazioni sulle politiche da implementare per garantire l’accesso ad un aborto senza rischi per le persone incinte.

Anche se ci siamo concentrate sui risultati della ricerca che meglio risuonano nel contesto attuale del Regno Unito, le implicazioni per le politiche sanitarie che identifichiamo e le raccomandazioni che elaboriamo sono valide per tutti i paesi inclusi nel progetto di ricerca BAR2LEGAB, specialmente per i paesi di residenza delle persone che viaggiano verso l’estero o da una regione all’altra per ottenere assistenza per l’aborto.

È importante che tutte e tutti coloro che si occupano di politiche sanitarie e le operatrici e operatori responsabili della salute delle persone incinte riconoscano quanto segue:

  1. Le persone incinte hanno bisogno di informazioni online chiare e basate sull’evidenza scientifica a proposito di un aborto poco rischioso per la salute nella propria lingua.
  2. I limiti di età gestazionale per accedere all’aborto costituiscono una barriera alla salute riproduttiva delle persone incinte. L’eliminazione dei limiti dell’età gestazionale non aumenta il numero di aborti, ma diminuisce i rischi per la salute legati all’aborto illegale o alla gravidanza indesiderata.
  1. Le persone incinte a volte devono viaggiare per interrompere la gravidanza perché non sono disponibili servizi adeguati a livello locale. Il viaggio per abortire costituisce un onere economico, sociale e per la salute mentale delle persone incinte. I viaggi per abortire possono ritardare, di fatto, l’interruzione di gravidanza, aumentando così i rischi per la salute delle donne incinte.
  1. Le persone incinte hanno una migliore esperienza dell’aborto quando possono scegliere il metodo per interrompere la gravidanza tra i più aggiornati e sicuri disponibili. Altrimenti, possono decidere di viaggiare per ottenere il metodo con cui si sentono più a loro agio.

 

Sentitevi libere di scaricare il nostro documento con le evidenze scientifiche per saperne di più sui nostri risultati e le nostre raccomandazioni per le politiche sanitarie a supporto della salute delle persone incinte:

Zanini et al. Written evidence consultation UKGov on women health June2021 (Versione Inglese)
Europe Abortion Access Project Euroe Research Council Universitad de Barcelona

This project has received funding from the European Reseach Council (ERC) under the European Union's Horizon 2020 research and innovation programme BAR2LEGAB-680004